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Donne Oltre le mura è un progetto rivolto a donne e persone particolarmente vulnerabili, sottoposte a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria o a fine pena, ristrette negli Istituti Penitenziari di Bollate e San Vittore o in carico all’UEPE. 

È promosso da una rete di partner che ha già collaborato insieme, interessata a promuovere e migliorare i percorsi delle donne dentro e fuori dal carcere con l’obiettivo di ampliare le opportunità di inclusione sociale, formativa e lavorativa attraverso: 

  •  percorsi personalizzati di reinserimento individuale e lavorativo mirati sulle risorse e competenze individuali ;
  •  accoglienza abitativa temporanea;
  •  laboratori socializzanti e propedeutici all’inserimento lavorativo realizzati presso Giardino degli Aromi -Ex OP Paolo Pini;
  •  potenziamento,all’interno del carcere, del laboratorio tessile e ampliamento della possibilità di inserimenti lavorativi nelle attività di sartoria (San Vittore e Bollate) e nelle attività di controllo qualità (carcere di Bollate); 
  •  informazione e sensibilizzazione sul tema.

E’ un progetto pensato per le donne. Grande cura sarà attribuita al sostegno e all’accompagnamento territoriale con l’obiettivo dell’inclusione sociale, del recupero dei legami familiari, della socialità e dell’accompagnamento al lavoro: attraverso l’inclusione sociale è possibile, infatti, ridurre le recidive, limitare i percorsi di devianza, aumentare il benessere delle persone.  

A Milano è stato allestito un appartamento per accogliere donne e persone particolarmente vulnerabili, autrici di reato, che potrebbero accedere alle misure alternative alla pena, ma sono prive di un domicilio.  L’appartamento è situato in via Tremelloni, è composto da 3 camere da letto doppie e può accogliere massimo 6 persone. 

Le ospiti sono accolte e supportate da un’equipe composta da 1 coordinatore, 3 operatrici/operatori e una psicologa. La presenza degli  operatrici/operatori nell’appartamento è distribuita su fasce orarie da concordare con le ospiti in base alle esigenze e agli impegni di ciascuna. 

Il tempo di permanenza media previsto nell’appartamento è di circa 8 mesi. Considerata la brevità della permanenza, con ciascun ospite sarà co-costruito, fin dall’inizio,  un progetto educativo individualizzato, finalizzato alla promozione di percorsi di inclusione sociale e di autonomia lavorativa e abitativa.

Lavorare richiede impegno, allenamento, rispetto degli orari, competenze specifiche. A volte c’è bisogno di tempo per riabituarsi alla vita fuori dal carcere, per ritessere le fila, per riprogettare il futuro. Per questo motivo abbiamo pensato di allestire dei laboratori dove ci si possa incontrare durante la giornata per imparare a fare delle cose nuove, per riabituarsi ai ritmi e ai tempi del lavoro, ma anche per incontrare gli  operatrici/operatori e persone nuove in un contesto di accoglienza, di ascolto dei bisogni e di riprogettazione del futuro.

I laboratori sono aperti e rivolti anche alle persone del territorio in una logica di inclusione e collaborazione reciproca.

 

 È previsto un accompagnamento lavorativo individualizzato e mirato per ciascuna donna, sia all’interno che all’esterno del carcere, che prevede: 

  •  valutazione e bilancio delle competenze 
  •  incrocio tra domanda e offerta lavorativa
  •  assegnazione di borse lavoro (alcune a disposizione diretta del progetto) finalizzate all’assunzione
  •  organizzazione (da parte della Camera del Lavoro di Milano) di incontri formativi sulle  tematiche del lavoro, sulla contrattazione, sulla salute e sicurezza, sulla discriminazioni di genere. 

 

 

 

Hanno l’obiettivo di migliorare il benessere delle detenute transgender garantendo uno spazio protetto per rielaborare l’esperienza detentiva e lavorare sulle abilità comunicative e gestione delle emozioni per ridurre potenziali conflitti fra detenute e operatori carcerari o agenti di polizia penitenziaria. Si prevede anche un percorso formativo rivolto al personale dell’Istituto sensibilizzare ed informare sul tema della transessualità.

 

In-Oltre gli Occhi

In-Oltre gli Occhi

In-Oltre gli Occhi è un giornale quadrimestrale femminile.
Nato dalla voce delle detenute del carcere di San Vittore a Milano.

Donne detenute, doppia pena.

Donne detenute, doppia pena.

Un convegno per dare voce a una riflessione culturale a partire da esperienze operative di inclusione lavorativa e abitativa di donne detenute e in esecuzione esterna nel territorio lombardo.

SEGNALAZIONE DA PARTE DI: Istituti coinvolti e U.E.P.E. E’ prevista la compilazione di una breve scheda di segnalazione.

COLLOQUI DI CONOSCENZA: Dopo i primi colloqui di conoscenza con le coordinatrici del progetto e in funzione dei bisogni specifici emersi, le donne conosceranno anche i referenti delle differenti aree progettuali.

VALUTAZIONE del caso in equipe e stesura del percorso personalizzato di inserimento lavorativo